Monday, September 29

The social educator in the global World...


El Educador en un mundo globalizado: El debate sobre la seguridad en Italia está invirtiendo el rol del operador social, su función y la supervivencia de los espacios de la educación social. Las medidas de intervención de la seguridad pública, la expulsión y represión en contra de las personas en estado de marginalidad, invisibles, clandestinos, puede insidir sobre la calidad, el éxito, los resultados, la escena y el lugar de nuestro trabajo? Un debate que compromete mucho a quien trabaja en contextos desestructurados, pero que compromete pesadamente a quienes trabajan en instituciones y lugares bien estructurados...

The social educator in the global World: Italian public debate on national safety and security is forcing roles of social workers and existence and function of social educational places.
I wonder if the safety and security actions toward marginalized and invisible individuals and illegal immigrants can be able to change quality, results, performance, setting and place of our works. Indeed, such national debate is heavily conditioning different kind of workers both in destructured contests than in public institutions and other well structured agencies...

L'educatore in un mondo globalizzato: il dibattito sulla sicurezza in Italia sta investendo molto il ruolo deggli operatori sociali, la loro funzione e la sopravvivenza degli spazi dell'educazione sociale. L'intervento di misure di pubblica sicurezza, espulsione e repressione rivolte alle persone in stato di marginalità, agli invisibili, ai clandestini può incidere sulla qualità e gli esiti, i risultati, i setting e i luoghi del nostro lavoro? Un dibattito che coinvolge molto chi opera in contesti destrutturati ma che coinvolge pesantemente anche chi lavora in istituzioni e luoghi ben strutturati...

11 comments:

checcokayak said...

In Italia sta passando una brutta filosofia. Riassunta suona così:
Nel Sociale si possono "usare" i volontari, costano poco fanno ridurre la spesa e abbassare le tasse, così riusciamo a rispettare gli impegni di governo e superare la crisi... (ci facciamo anche bella figura con i volontari stessi, con la chiesa e la coscienza).
Chi lavora nel Sociale è uno che sfrutta le disgrazie degli altri, ci mangia sopra e non è produttivo.




Francesco

Aieji - Anep said...

Hai ragione Francesco, il nuovo clima in Italia preoccupa anche me, soprattutto per quel che riguarda il rispetto verso le persone che vivono e lavorano in Italia. Parole come "rispetto, tolleranza, mediazione, facilitazione, supporto, partecipazione" - che sono il centro del lavoro socio-educativo, i principi su cui si basa tutta la nostra azione professionale - sembrano sostituiti da altre parole/slogan come espulsione, intolleranza, individualismo, paura del "diverso". E il "diverso" può essere lo straniero ma anche le persone che hanno problemi psichici, i giovani in difficoltà, i precari...
Sembra che stia venendo meno il supporto e la possibilità di fare interventi nel sociale, perchè si preferisce agire per ordinanze, decreti legge, esercito nelle strade, aumento delle azioni di "pubblica sicurezza"...
La pubblica sicurezza e la sicurezza sociale sono due modi diversi per garantire la "sicurezza" ai cittadini, ma spesso possono anche essere complementari, se uno non esclude l'altro.
In questo momento, però, mi sembra che la bilancia penda verso interventi di pubblica sicurezza repressivi e espulsivi, che non si dia più importanza alle persone e alle loro difficoltà, ma a identificare le persone come "gruppi etnici" o "gruippi problematici". Si tende insomma ad eliminare i problemi con azioni che non prendono in considerazione le persone e i problemi di cui sono portatori, ma solo i problemi che creano agli altri...Vorrei scrivere molte cose in più, ma lascio spazio agli altri

Aieji - Anep said...

Vi ricordo che il prossimo anno dal 4 al 7 maggio si terrà a Copenhagen il XVII Congresso Mondiale dell'educazione Sociale, e il tema sarà proprio "L'educatore sociale in un mondo globalizzato". Vai sul sito www.aieji2009.dk per saperne di più...

Andrea said...

A mio avviso il problema è collegabile al nuovo welfare che ci viene propinato, lentamente ma inesorablmente il sociale viene sostituito con l'economico. Si tolgono gli ammortizzatori sociali sostituendoli con una ipotetica autonomia lavorativa che implementa i consumi arricchendo i produttori di beni.
Abbiamo così da una parte un'illusione di autosufficienza che però non sarà mai tale inquanto sottoposti ad un contiuno pressing del mercato dei consumi.
Insomma un gatto che si mangia la coda meno servizi e aumento di bisogni indotti

Elisa Martìnez said...

Estimados colegas de todo el mundo, felicito el DIA MUNDIAL DEL EDUCADOR SOCIAL, nuestro dìa, un dìa para celebrar, para identificarnos en este camino de construcciòn de identidades.
Mucho se ha escrito sobre què somos, pero aùn debemos explicarlo, mucho se ha escrito sobre còmo trabajamos, pero aùn nuestra profesiòn se desdibuja con otras.
El Educador Social en un mundo globalizado, es una frase que se puede analizar desde el punto de vista sociològico, filosòfico, polìtico, econòmico, etc....pero, de cual globalizaciòn hablamos? La globalizaciòn de la comunicaciòn? Afortunadamente es la que hoy nos permite estar conectados en este blog, pero....... es una palabra que me da vueltas la cabeza, porque creo que la mayor globalizaciòn es la de la desigualdad.
La desigualdad para alimentarse, para educarse, para nacer, para crecer, en un mundo donde las personas son cosas, que tienen un valor de mercado.
En este mundo cada vez mas desigual, se igualiza el individualismo, solidaridad es una palabra cada vez màs sin contenido. Un mundo donde la violencia es cotidiana y las personas estamos cada vez màs vulnerables, cada vez màs aislados en un mundo globalizado!!, esta es la ironìa, las personas sufren de soledad. Los sentimientos se anestecian con el consumo, de un auto nuevo, de la pc, cambiar la tv o el nuevo celular........otras personas consumen los juegos de azar, buscando calmar la soledad, otros consumen sustancias psicoactivas que les permiten viajar a un mundo irreal o imaginario.
El educador social tiene que trabajar con estas contradicciones, en un mundo polarizado por las desigualdades, pero equitativo en vulnerarizaciòn de derechos.
Còmo trabajar en lo social sin reproducir los mecanismos de control social? Còmo trabajar sin convertirnos en empresarios que lucran con las necesidades de las personas?
No tengo respuestas y espero que podamos apropiarnos de esta iniciativa preciosa y de esta herramienta de trabajo, quizàs asì comencemos a atraversar el mundo con ideas que provoquen cambios en el pensar y el hacer educativo....... y encontremos las respuestas en colectivo.
Elisa Martìnez

Aieji - Anep said...

Una grande notizia: il 2 ottobre era stato scelto in quanto giorno "libero" da altre giornate mondiali. Invece sono venuta a sapere che...il 2 ottobre è il giorno in cui è nato GANDHI ed è stato dichiarato GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA NON VIOLENZA. E' una coincidenza incredibile, ma che ci fa onore...
Paola

A great news! October 2nd was chisen by AIEJi becasue it was a date free and no "international day" was fixed. But today I knew that on october 2nd was the birth date of GANDHI and it has been declared The International day of non-violence
Paola

Aieji - Anep said...

Vi riportiamo qui la parte iniziale del documento che l'Ordine degli Assistenti sociali italiani hanno scritto a componenti del Governo per esprimere la loro posizione e preoccupazione per la situazione italiana che si venuta a creare sul tena della sicurezza. Il documento integrale è riportato nella home page del sito anep www.anep.it .

"Con il presente documento, questo Ordine professionale intende rappresentare la preoccupazione degli assistenti sociali italiani per gli scenari che sembrano aprirsi con gli attuali orientamenti sul tema della sicurezza, così come emersi dal dibattito politico e tradottisi recentemente in alcuni provvedimenti normativi.
La delicatezza e la complessità delle questioni inerenti la sicurezza dei percorsi esistenziali delle persone e delle loro comunità di vita, contrasta con quella che sembra essere la attuale tendenza a semplificare fenomeni e dinamiche sociali complesse che, invece, richiederebbero una prospettiva esplicativa più ampia e articolata.
E' in questo senso che ci sembra importante far sentire, su tali tematiche, la voce di una professione, quella di assistente sociale, che ha sempre operato per contribuire alla affermazione dei diritti di cittadinanza e alla realizzazione di una maggiore “sicurezza” di vita per i cittadini."

E' un documento importante perchè credo che in questo clima tutti gli operatori sociali hanno un dovere: quello di affermare che l'attenzione alle persone e ai loro contesti non può essere subordinata ad azioni di repressione e contenimento delle emergenze. Il rispetto, la convivenza, l'integrazione e le pari opportunità per tutti non possono passare in secondo piano nei momenti di difficoltà, come se fossero un "lusso" solo nei momenti di relativo benessere e tranquillità sociale, ma devono essere sempre poste al centro, cercando alleanze e strategie per affrontare le nuove sfide che la globalizzazione ha posto a tutti paesi del mondo....
Paola

Daniel Moreira said...

Cari amichi italiani, come state.

E un piacere trovare parole de alcuni di voi da me conosciuti (y de vos, Elisa, perdoname mi intento de escribir en Italiano).

Dall'Uruguai vedo con preoccupazione alcune notizie che arrivano dal vostro paese.

Sempre resta piú chiaro che la vera perversione non é altra cha la impossibilitá di riconoscere l'altro come soggeto.

É la imposibilitá di accettare la diversitá quella que impedisce che possiamo riconoscere l'altro come essere umano, e soggeto degli stessi diritti.

Da voi vengono anche pagine che illuminano questa questione, come quelle di Giorgio Agamben, e la sua descrizione del Homo Sacer e dei campi di concentrazione come logos della modernitá.

Nel nostro paese le differenze tra poveri e ricchi ogni volta diventano piú grandi, ed il lavoro educativo sociale ha bisogno di procurare la inclusione dei piu deboli e vulnerabili.

In questo momento di crisi della globalitá, asistiamo alla operazione di salvezza delle banche. Ma mentre esistano tante differenze in questo mondo, i poveri continueranno a battere le porte dei paesi piú ricchi in cerca di una vita piú degna.

Il film Children of Men del 2006 mostrava questa situazione in un estremo terribile ma che talvolta rappresenti soltano una evoluzione naturale della situazione attuale. Le persone camminavano per strada mentre altri rimanevano in gabbie alla vista di tutti.

Accettare la diversitá tal volta sia la forma di cercare soluzioni globali e non quelle che procurano salvare a quelli di dentro della casa, dimenticando tutto quello e quelli que restano di fuori.

Abbraccio a tutti gli amici

Daniel Moreira
Montevideo
Uruguay

Anonymous said...

It's an excellent news for me,hearing that 2nd october is Gandhi birthday and the non-violence internaional day, too! I was trying to understand, was dissapointed with the date chosen to celebrate the social Eductadors day, because on friday I read that it had happened a terrible slaughter against universitary students happened in Tlatelolco, Mexico, 1968, made by military troops. It wasn't investigated till today, but everything points to the CIA and US government influence. Brazil was under a military dictatorship, after de coup de etat in 1964. There is an interview with the US embassador in Chile, Edward Korry, in youtube, the US took Brazil to organize the repression in all Latin America. Bolivia, Uruguay in february-july, 1973, Chile and Allende died in july, same year, Argentina 1976, Condor Plan rulling. It seems to me that Tlatelolco slaughter is part of that cronology. There is a book written by Elena Poniatowska about it, Oriana Fallaci was in Mexico in those days. Politics of memory are important for any collective. Yours are like healing news!
Ignacio

Quique said...

Hola,
un saludo.
Una iniciativa interesante. Os invito a daros una vuelta por mi blog que cuenta mis experiencias como educador social.

Un saludo

Anonymous said...
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